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G
GIOVANE
Stato evolutivo del vino , può essere: giovane, pronto, maturo, leggermente vecchio, decrepito.
GIRATO
Si dice di vino che ha subito un'alterazione per attacco microbico a carico dell'acido tartarico e delle sostanze azotate, favorito dalla calda temperatura estiva che provoca inacidimento o alterazione del gusto. Per evitarla occorre pastorizzare il vino a 63 ºC per mezz'ora aggiungendo anidride solforosa nella quantità di 7 g per quintale.
GRANATO
Il rosso granato del vino è il colore che sfuma verso il rosso sangue, un'altro riferimento potrebbe essere il colore della melagrana.
GRASSO
Quando l'indice di morbidezza in un vino è alto, si dice pastoso, grasso.
GUYOT
Prende il nome dallo studioso francese che lo ha ideato.
Nel fusto, alto 50-80 cm, viene lasciato uno sperone di due gemme e un capo a frutto: per questo viene definito un sistema a potatura mista. Il Guyot è uno dei sistemi di allevamento più diffusi nella viticoltura di qualità.
GRECO
Vitigno diffuso specialmente nelle regioni merid. dell'Italia, a uva rossa, nera e soprattutto bianca. Se ne ricavano buoni vini liquorosi da fuori pasto e da dessert, dal profumo aromatico, tipico dell'uva appassita
GRILLO
Vitigno da uva bianca, coltivato in Sicilia, soprattutto nella zona di Trapani. Serve per la preparazione di vini da tavola ad alta gradazione alcolica.
GRUMA
Incrostazione lasciata dal vino sulle pareti delle botti.
I
INTENSITA'
Del colore di un vino si osserva anche l'intensità, che risulta facilmente riconoscibile: il colore potrà essere chiaro, pallido, leggero, debole; oppure carico, intenso, coperto, fino ad essere scuro, denso e cupo. Si comprende se l'intensità di un colore è giusta mettendolo in relazione con la tipologia di vino.
IMBOTTARE
Mettere il vino nelle botti utlizzando un grosso imbuto di latta detto imbottatoio.
INSOLIA
Vitigni molto diffusi soprattutto in Sicilia, ma coltivati anche in altre regioni spec. in Toscana. A eccezione di uno, che la produce nera, danno uva bianca, apprezzata anche per la tavola ma impiegata prevalentemente nella vinificazione.
INTERZINARE
Imbottigliare vino pregiato nei terzini, piccoli fiaschi corrispondenti a un terzo del fiasco normale.
INVECCHIAMENTO 
Processo di conservazione, che può variare da un periodo di pochi mesi fino a quattro anni, cui vengono sottoposti i vini e le acqueviti. Durante l'invecchiamento avvengono processi di natura chimico-fisica e biologica: i primi comprendono l'evaporazione dell'acqua e dell'alcol, le reazioni a carico del bitartrato di potassio, del tartrato di calcio, delle sostanze colloidali di natura proteica e dei polifenoli contenuti nei liquidi; i fenomeni biologici comprendono la fermentazione malolattica, l'autolisi e l'autofermentazione delle cellule di lievito.
L
LIMPIDO
Limpido è un vino senza depositi, chiaro, corretto come limpidezza ma senza particolare luminosità.
LIQUOROSO
La sensazione del dolce vero e proprio è legata alla presenza degli zuccheri residui ed è caratteristica di precise tipologie (vini liquorosi, vini dolci naturali, certi spumanti) in cui il dolce predomina su altri gusti.
M
MACERAZIONE 
Periodo di contatto del mosto con le bucce, variabile da poche ore ad alcuni giorni per facilitare la dissoluzione delle sostanze polifenoliche prevalentemente concentrate nella buccia degli acini. Durante la macerazione le sostanze coloranti vengono gradualmente cedute alla massa in fermentazione, periodicamente rimescolata tramite le follature; le vinacce vengono quindi eliminate per evitare la cessione di sostanze tanniche e astringenti. Sono di più recente ideazione le tecniche di vinificazione che tendono sia a semplificare le condizioni operative, sia alla realizzazione di vini di qualità quali la vinificazione con macerazione continua, con la crio-macerazione o con la macerazione carbonica, basate su principi e tecniche diversi da quelli tradizionali.
MAGRO
Si definisce magro un vino piuttosto carente di materie estrattive; sinonimi sono povero e sottile. Non necessariamente la magrezza è una qualità negativa in quanto dipende dalla forza degli altri componenti e dall'equilibrio complessivo.
MALVASIA
Vitigni con uva per lo più bianca e di norma utilizzata per la vinificazione. Esistono vitigni di malvasia a sapore aromatico utilizzati per lo più per vini aromatici e vitigni a sapore semplice come la malvasia lunga o di Toscana, che viene mescolata con uve rosse per produrre alcuni dei migliori vini da pasto della regione.
MAMMOLO
Vitigno coltivato soprattutto in Toscana, dove entra nella preparazione del chianti; il nome gli deriva dal profumo di violetta che comunica ai vini. È vitigno robusto e rustico; dà vino non molto alcolico, ma ricco di corpo e di colore.
MARZEMINO
Vitigno rosso, coltivato in vaste zone dell'Italia nord-orientale, che dà il nome a diversi vini dalle caratteristiche abbastanza varie.
MERLOT
Vitigno francese, tipico della zona del Bordolese, coltivato in Italia in diverse regioni (Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio), dove dà origine a numerosi vini di notevole pregio. In generale, il merlot è un vino forte e pieno, di colore rubino o rosato secondo i sistemi di vinificazione, profumato di fragola e lampone.
MOSCATO
Nome attribuito a un gran numero di vitigni con uva di vario colore, da tavola o da vino, dotata di un caratteristico aroma muschiato che si trasmette ai relativi vini.
MOSCATELLO
Vitigno della varietà moscato diffuso sulle colline della Riviera Ligure di Ponente.
Dà un vino piuttosto leggero, di color giallo paglierino, dolce, ma con una lieve vena amarognola; va servito fresco. 
MOSTO
Primo prodotto del ciclo di trasformazione dell'uva in vino, ottenuto mediante la pigiatura dei grappoli e la conseguente rottura degli acini. Questa operazione viene chiamata ammostamento e viene eseguita mediante pigiatrici-diraspatrici (vinificazione in rosso) oppure mediante pigiatrici semplici (a rulli) se si vuole realizzare la vinificazione in bianco; in questo caso infatti, è necessario allontanare dal mosto tutti i componenti solidi del grappolo che potrebbero altrimenti cedere quantità eccessive di tannini e pectine. La massa pigiata viene quindi inviata agli sgrondatori che operano la separazione tra parti solide e mosto. La resa in mosto si aggira intorno all'80-85% di uva ammostata. La composizione chimica del mosto è influenzata dalla pigiatura in quanto il mosto che scola dai tessuti esterni della polpa è più ricco di zucchero di quello ottenuto dalla zona centrale della polpa, molto più ricca di acidi organici.
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